Sense–Plan–Act: il modello Alascom per una robotica industriale intelligente e integrata

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18 Febbraio 2026

Nel panorama dell’automazione avanzata, il modello Sense–Plan–Act rappresenta la struttura logica che consente a un sistema intelligente di trasformare dati in decisioni e decisioni in azioni. È il ciclo che governa robot mobili, sistemi di visione, piattaforme autonome e soluzioni collaborative uomo–macchina.

Prima si percepisce l’ambiente (Sense), poi si analizzano le informazioni per definire una strategia (Plan), infine si esegue l’azione in modo controllato e adattivo (Act).

Un modello semplice nella sua formulazione, ma estremamente sofisticato nella sua applicazione reale.
Ed è proprio nella capacità di tradurre questo paradigma in architetture operative robuste che si misura la maturità di un system integrator.

ROAR: il Sense–Plan–Act secondo Co-Robotics, parte del gruppo Alascom
Con il progetto ROAR, Co-Robotics ed Alascom hanno sviluppato un ecosistema intralogistico in cui il ciclo Sense–Plan–Act non è un concetto teorico, ma una dinamica concreta, distribuita e validata in ambiente industriale realistico, e lo hanno esteso con elementi di novità premiati con l’aggiudicamento del progetto ROAR (Robot Auto Configuranti) finanziato su bando RI&SS ARTES 4.0 N.5,su fondi PNRR  MISSIONE 4 COMPONENTE 2; INVESTIMENTO 2.3; CUP: I57H24000220008.

Il sistema integra tre moduli principali:

  • Totem4.0, nodo centrale di supervisione e orchestrazione con una posizione fissa nell’ambiente; Estende le capacità comunicative e sensoriali dei robot oltre al loro linea di vista.
  • Carrello4.0, unità intelligente di rilevamento e attivazione missione che viene spostato dal robot; Sfrutta l’intelligenza artificiale per permettere al robot di percepire il carico e configurare la propria missione in maniera autonoma.
  • Robot mobile autonomo, responsabile dell’esecuzione fisica, attore principale delle azioni nel sistema;

 

L’architettura software si basa su ROS2(robot operating system 2) per la gestione robotica e su protocollo MQTT(Message Queuing Telemetry Transport) per la comunicazione in tempo reale tra i componenti.
Non si tratta di un’automazione rigida, ma di un sistema cooperativo uomo–macchina progettato per operare in ambienti dinamici.

1-Sense: percezione multilivello e distribuita
Nel sistema ROAR la percezione non è centralizzata, ma distribuita tra i moduli.
Il Carrello4.0 rileva peso, volume e caratteristiche visive del materiale caricato, tramite celle di carico e visione RGB, confrontando i dati con soglie apprese in fase di training.
Il Totem4.0 monitora costantemente l’ambiente attraverso algoritmi di computer vision basati su YOLO, identificando la presenza di operatori o ostacoli nei corridoi logistici.
Il robot, dal canto suo, aggiorna in tempo reale la propria mappa locale durante la navigazione.

Il risultato è una percezione combinata di:

  • stato del carico
  • condizioni ambientali
  • presenza umana
  • vincoli spaziali

 

2-Plan: decisione adattiva e orchestrazione intelligente
La pianificazione nel progetto ROAR è distribuita e reattiva.
Quando il Carrello4.0 rileva il superamento delle soglie previste, genera autonomamente un trigger. Il Totem riceve l’informazione, valida i parametri e crea la missione logistica assegnando la destinazione corretta in base alla tipologia di materiale.

Durante il trasporto, il sistema è in grado di:

  • rilevare la presenza di un operatore nel corridoio
  • ricalcolare dinamicamente il percorso
  • selezionare traiettorie alternative
  • aggiornare le priorità di missione

 

3-Act: esecuzione autonoma end-to-end
L’azione è affidata al robot mobile, che riceve la missione, naviga in autonomia, effettua docking di precisione con il carrello, trasporta il carico verso la postazione corretta ed infine comunica il completamento dell’operazione

L’intero ciclo — dal caricamento manuale fino allo scarico — si chiude senza intervento esterno.

Questa chiusura autonoma del ciclo operativo rappresenta la piena realizzazione del paradigma Sense–Plan–Act in un contesto intralogistico reale.

Alascom come interprete evoluto del paradigma

Ciò che distingue l’approccio Alascom non è l’adozione di singole tecnologie, ma la capacità di costruire un’architettura coerente in cui:

  • la percezione è distribuita
  • la decisione è orchestrata
  • l’azione è autonoma e verificabile

 

ROAR dimostra come il modello Sense–Plan–Act possa diventare la struttura portante di sistemi logistici intelligenti, scalabili e orientati alla collaborazione uomo–robot.

Non un semplice progetto di robotica, ma un’infrastruttura cognitiva applicata all’industria.

Ed è in questa capacità di tradurre teoria in sistema validato che Alascom si posiziona come interlocutore competente e autorevole nell’ambito dell’automazione intelligente e della robotica industriale evoluta.