Robotica

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Innovazione

Robotica

Volendone dare una semplice definizione, l’intelligenza artificiale è il ramo dell’ingegneria informatica che studia lo sviluppo di sistemi hardware e software dotati di capacità tipiche dell’essere umano quali l’apprendimento, il ragionamento e la pianificazione e capaci dunque di prendere delle decisioni, compito che tipicamente è affidato agli esseri umani.

A differenza dei software tradizionali, l’intelligenza artificiale si basa sull’apprendimento effettuato per mezzo di algoritmi che, elaborando grandi quantità di dati consentano al sistema di derivare la propria conoscenza del dominio di applicazione da cui derivare capacità di ragionamento per la risoluzione di un dato problema.

Dal punto di vista metodologico è possibile individuare due principali modalità di apprendimento: l’unsupervised learning (apprendimento non supervisionato) e il supervised learning (apprendimento supervisionato). l’unsupervised learning consiste nel fornire al sistema informatico una serie di input (esperienza del sistema) che egli riclassificherà ed organizzerà sulla base di caratteristiche comuni per cercare di effettuare ragionamenti e previsioni sugli input successivi; durante l’apprendimento vengono forniti al sistema solo esempi non annotati, in quanto le classi non sono note a priori ma devono essere apprese automaticamente. Un esempio tipico di applicazione è quello dei motori di ricerca

Al contrario nel supervised learning l’operatore istruisce il sistema in modo da consentirgli di elaborare automaticamente previsioni sui valori di uscita di un sistema rispetto ad un input sulla base di una serie di esempi ideali, costituiti da coppie di input e di output, che gli vengono inizialmente forniti. Rientrano nell’apprendimento supervisionato le tecniche di machine learning e deep learning.

E’ possibile individuare numerosi “classi” di soluzioni legate all’intelligenza artificiale quali autonomous vehicle (veicoli a guida autonoma), autonomous robot (robot in grado di muoversi e manipolari oggetti in maniera autonoma, senza la necessità di un operatore umano), intelligent objects ( oggetti fisici integrati con l’ambiente per mezzo di sensori ed in grado di prendere delle decisioni autonome), chatbot (sistemi in grado di comprendere il linguaggio naturale –  natural languag e processing – ed interagire dialogando con un essere umano).

Volendoci focalizzare esclusivamente sulle applicazioni di tipo robotico, diventa evidente che è possibile declinare ciascuna delle classi sopra descritte. Per definizione il robot è una macchina in grado di eseguire delle operazioni in maniera molto veloce, precisa e ripetitiva e tradizionalmente vengono creati dei programmi “statici” da parte di operatori specializzati atti a ripetere una determinata sequenza di operazioni. L’introduzione dell’intelligenza artificiale nella robotica consente però di superare questo limite: ad esempio un braccio robotico, supportato dall’AI è in grado di effettuare un’operazione di assemblaggio anche se non sono note a priori le posizioni dei componenti che lo costituiscono; attivando un riconoscimento visivo il sistema può scansionare la propria area operativa alla ricerca dei componenti e valutando la posizione e l’orientamento ed al termine dell’assemblaggio valutarne autonomamente la qualità. In aggiunta potrà apprendere per “esperienza” la posizione più probabile in cui individuare il componente iniziando la propria ricerca da quell’area ed ottimizzando il tempo ciclo. Anche la pressione da applicare al pezzo può essere inferita per mezzo di algoritmi di intelligenza artificiale in grado di valutare la pressione da applicare al pezzo sulla base del materiale che lo costituisce. Tramite AI, inoltre è possibile interagire con l’operatore attraverso l’elaborazione del linguaggio naturale e rilevarne la posizione, ricalcolando in tempo reale i movimenti del robot per garantirne la sicurezza.

Robotica collaborativa

Alascom sinonimo di passione nell’innovazione per lo sviluppo “collaborativo” in un mondo di applicazioni nate dall’universo dei robot industriali

Il nostro staff tecnico commerciale ha dovuto lottare sul mercato per i pregiudizi sui collaborativi perché ritenuti robot da banco, giocattoli ma ad elevata innovazione…  questo pregiudizio ancor adesso limita alcune aziende perché lo ritengono “a torto” macchine che possono svolgere limitatissime attività e applicativi. In realtà in questi anni lo staff tecnico commerciale di Alascom ha potuto dimostrare che è vero anche il contrario. Le applicazioni sviluppate e assicurate dai cobot sono molteplici e versatili quanto quelle dei robot antropomorfi industriali realizzate nei nostri anni di attività e di seguito vi illustreremo le loro capacità di assolvere l’assoluta versatilità e quantità di applicativi diversificati, in tantissime sfaccettature e settori.

Molteplici soluzioni

ALASCOM HA TOCCATO SVARIATI APPLICATIVI E POTRA’ PROPORVI MOLTEPLICI SOLUZIONI

  • Asservimento macchine utensili: grazie alla elementare e intuitiva programmazione abbiamo implementato applicativi con svariati brand di macchine utensili e presse per pressofusione e stampaggio plastico, produzione di prototipi e piccoli lotti produttivi, automatizzando e ottimizzando la produzione dei nostri clienti.
  • Packaging & pallettizzazione: abbiamo sviluppato con i nostri robot/cobot diverse soluzioni di packaging e pallettizzazione. La semplicità di programmazione evoluta dai nostri softweristi consente di impostare pattern personalizzati.
  • Saldatura: Alascom ha potuto sviluppare un applicativo assolutamente user friendly per la saldatura “collaborativa” nei diversi processi MIG/MAG/TIG dalla base dei software dei robot industriali.
  • Pick & Place: i robot/cobot nascono con questa natura ……. Ripetitivi, sicuri, sono la soluzione perfetta per aiutare gli operatori ad esentarsi da operazioni ripetitive e noiose, portando le aziende a raggiungere efficienza e superiore produttività.
  • Assemblaggio: i cobot meglio dei robot se non dotati di celle di carico o shock sensor altamente sofisticati nascono con un sensore di forza/coppia sul polso che facilitano l’integrazione per qualsiasi applicativo di assemblaggio garantendo una costante esecuzione con la giusta forza nella manipolazione dei componenti.
  • Controllo qualità: abbiamo sviluppato con diversi nostri clienti con precisione e ripetibilità alcuni loro processi dove necessitava una soluzione performante. Le loro richieste erano fasi strategiche della lavorazione e grazie ai robot/cobot hanno raggiunto un’automazione in grado di generare efficienza e produttività.
  • Lucidatura: i nostri robot/cobot sono stati applicati nelle lavorazioni di materiali delicati quali il legno, vetroresine soprattutto su superfici curve. Il sensore di forza/coppia dà il meglio di sé garantendo l’inseguimento corretto sulla superficie lavorata.

I robot che oggi vediamo nelle linee automatizzate di poche imprese innovative saranno gli stessi che vedremo negli stabilimenti del futuro? Rispondiamo subito chiaro e tondo con un no secco. La robotica sta compiendo passi da gigante: Corea del Sud, Giappone e Germania sono i Paesi più all’avanguardia sul tema. Ci sono poi altre nazioni capitaliste, come quelle dell’Unione Europea, gli Stati Uniti e la Cina, dove il potenziale di ricorso ai robot nelle fabbriche è davvero enorme, visto che in quanto a debutto dei robot nelle linee produttive queste nazioni sono ancora in fase iniziale.

Nel manifatturiero la densità in rapporto al numero di lavoratori è pari allo 0,74% ovvero 74 robot ogni 10mila lavoratori. Al primo posto troviamo la Corea del Sud, la cui industria appare di gran lunga la più automatizzata del pianeta, con una densità in rapporto al numero di lavoratori pari al 6,3%. In Europa la fa da padrone la Germania, quarto Paese più automatizzato al mondo, che vanta 309 robot per ogni 10 mila lavoratori

I Coreani hanno individuato e capito che se da un lato vi sono procedure assai ripetitive, dove farle eseguire all’uomo non darebbe risultati così accurati come quelli che i robot assicurano, dall’altro va detto che le macchine da sole non riescono a fare tutta una serie di operazioni complesse, dove gli uomini sono ancora anni luce avanti.

Per questo motivo hanno sviluppato la condivisione degli spazi di lavoro tra uomo e robot facendone la vera sfida dell’industria del futuro.

Ruolo cardine

Il ruolo cardine della robotica collaborativa/interattiva tracciata da Alascom

Prendendo come modello di analisi le procedure relative all’assemblaggio di singole componenti, la robotica collaborativa sembra essere la soluzione adatta nel futuro. Il motivo? Si trova a metà strada tra gli assemblaggi automatizzati, dove i robot lavorano in maniera pressoché autonoma a fronte di numerosi e grandi lotti con un numero ridotto di varianti, e gli assemblaggi manuali, diffusi nei piccoli lotti di produzione con un numero di varianti alquanto alto.

Tutte le ricerche settoriali hanno come denominatore comune l’identificazione dei robot come variabile chiave ai fini della fabbrica intelligente. E sotto quest’aspetto, sarà assai interessante verificare come si evolverà quel rapporto collaborativo tra uomo e macchina in produzione. E in quest’ottica, già negli ultimi anni, qualcosa si è mosso. La distanza temporale, in cui il ricorso ai robot in fabbrica sarà la regola e non più un’eccezione, come avviene oggi in poche imprese innovative, non è poi così siderale, come qualcuno potrebbe credere. Appoggiatevi al know how di un system integrator che utilizza leader mondiali della robotica e all’esperienza ultratrentennale dei suoi ingegneri per sviluppare la vostra fabbrica intelligente.

Alascom specializzata da anni nella pallettizzazione fine linea.

La gestione delle fasi di movimentazione e palettizzazione a fine linea è un punto cruciale per ogni processo produttivo. Ed è qui in particolare che la robotica oggi fa davvero la differenza, garantendo massima precisione e ottimizzando tempi e costi.

Alascom è specialista nella progettazione e realizzazione di soluzioni pensate appositamente per il fine linea ed è in grado di fornire sistemi completi per ogni tipo di movimentazione e packaging.

E guardiamo anche al mondo dei veicoli AMR dove queste macchine lavorano in assoluta sicurezza alla presenza di persone, portando a termine le loro missioni ricalcolandosi i tragitti necessari al loro obiettivo senza ledere a chi casualmente si potrebbe trovare sul loro percorso.
Siamo a vostra disposizione per cercare ed analizzare le interazioni che vivete quotidianamente nel vostro ciclo produttivo.
Contattaci per innovare il processo produttivo della tua azienda!

Cosa state aspettando?

I nostri esigenti clienti che da tempo utilizzano i robot/cobot si sono resi conto che sostanzialmente non ci sono limiti all’utilizzo dei robot collaborativi. Abbiamo rilevato che riscontriamo un continuo incremento in tutti i più disparati processi industriali. L’assenza di barriere di protezione che limitano lo spazio (ci teniamo a ricordarvi comunque che è sempre necessaria una valutazione del rischio preliminare ma ha consentito al 50% dei nostri clienti che utilizzano cobot di superare tale restrizione e operano senza recinzioni), permette agli operatori di diventare parte attiva e collaborativa al processo produttivo, mettendo (a tutti gli effetti) mani e piedi a contatto della macchina in piena sicurezza. Tra l’altro essere in costante contatto all’interno del processo produttivo aziendale permette di scoprire e poi condividere con noi ulteriori margini evolutivi e migliorativi per il processo stesso. Vedendo lavorare una cella robotica blindata, queste opportunità sono di difficile evidenziazione, quando invece dall’interno del processo, si potrà insieme immaginare e sviluppare sempre più attività da automatizzare in maniera collaborativa. Non vediamo l’ora che ci possiate coinvolgerci analizzando i miglioramenti e il saving sulla vostra produzione, come produrre, sulla qualità del bene e del vostro operatore.

Alascom, un team sempre più “collaborativo” nel crescere insieme

Robotica sociale

ROBOTICA SOCIALE
PEPPER
Dimensioni Altezza: 1210 millimetri (36 in)
Profondità: 477 millimetri (17 in)
Larghezza: 424 millimetri (19 in)
Peso 29.1 chilogrammi (62 lb)
Batteria Capacità: 30.0Ah/795Wh
Tempo di funzionamento: circa 6/8 ore
Display Display tattile da 10,1 pollici
Sensori Testa: Mic x 4, telecamera RGB x 2, sensore 3D x 1, sensore tattile x 3
Corpo: x 1 sensore giroscopico x 1
Le mani: Sensore tattile x 2
Gambe: sensore sonar x 2, sensore laser x 6, sensore paraurti x 3, sensore giroscopio x 1

 

AMBITI DI APPLICAZIONE
• Retail: fornisce informazioni, mostra contenuti, da consigli diventando un «personal assistant»;
• Aeroporti: accoglie i passeggeri nei pressi dell’Info Point in area check-in e fornisce utili informazioni sullo stato dei voli e sui servizi presenti in aeroporto; Info point in area recupero bagagli;
• Ospedali: Si muove nei reparti consentendo ad un operatore di monitorare la situazione da remoto. All’occorrenza attiva una videochiamata con l’operatore umano per comunicare con i degenti.
• Hotel: receptionist, sono in grado di fornire un’esperienza personalizzata per ciascun visitatore grazie all’uso del riconoscimento facciale;
• Musei: percorsi personalizzati e guidati soprattutto per le famiglie con i bambini
• Aziende: Presenza in showroom ed eventi aziendali, accoglienza, informazioni aziendali
REMOTE CONTROL
• Controllo del robot da parte di un operatore
• Possibilità di effettuare video sorveglianza
• Interazione con soggetti a rischio
• L’operatore visualizza ciò che il robot inquadra
• L’operatore sente ciò che il robot rileva
• Semplicità di controllo attraverso un joystick

Use case : Supporto agli operatori sanitari
• In ambiente ospedaliero è necessario un monitoraggio continuo dei pazienti.
• In alcuni casi, per garantire la sicurezza degli operatori sanitari, è consigliabile minimizzare il contatto con i pazienti, specialmente con coloro i quali presentano un elevato grado di infettività.
• Pepper supporta gli operatori nel loro lavoro quotidiano: attraverso una console di controllo dedicata, può essere spostato negli ambienti in maniera semplice dall’operatore utilizzando un joystick.
• Condotto a destinazione l’operatore può avviare una sessione audio-video per comunicare con i pazienti.

Robotica mobile

Possiamo definire i robot mobili come dispositivi meccatronici dotati di tre caratteristiche essenziali:

  • un sistema di sensori che permette di sviluppare una forma di percezione dell’ambiente circostante e di propriocezione del suo stato e della sua interazione con l’esterno
  • una logica in grado di interpretare queste percezioni ed elaborare di conseguenza una serie di operazioni per eseguire il compito assegnato
  • un sistema di attuatori che permette di muoversi nell’ambiente

Questi aspetti cruciali permettono al robot mobile di muoversi senza una supervisione diretta da parte di un operatore. Queste caratteristiche rendono i robot mobili delle soluzioni utili e comode in campi come:

  • La movimentazione di carichi e materiali
  • La manutenzione e la pulizia degli impianti
  • Il trasporto e la consegna di beni e servizi

I robot di questa categoria sono solitamente in grado di monitorare attivamente lo stato della propria carica residua e di raggiungere in autonomia una apposita stazione per la ricarica della batteria.

Ad oggi, i robot mobili tipicamente utilizzati in ambito industriale possono essere identificati come:

  • Veicoli a guida autonoma (AGV)
  • Robot mobili autonomi (AMR)

Gli AGV hanno una dotazione sensoriale e logica che gli permette di eseguire comandi motori predefiniti. Per muoversi in un ambiente semi-strutturato si avvalgono tipicamente di una indicazione esterna, tipicamente sotto forma di :

  • Guida a nastro magnetico sul pavimento (filoguida)
  • Guida a traccia visiva sul pavimento (optoguida)
  • Guida a traccia laser tramite specchi posizionati agli angoli degli elementi ambientali (guida laser)

Gli AGV sono in grado di identificare ostacoli o interruzioni nel circuito predefinito e fermarsi, non essendo in grado di elaborare strategie di reazione al disturbo. In questi casi avranno bisogno che l’ostacolo venga rimosso o il tracciato guida ripristinato.

Gli AMR, di contro, sono tipicamente dotati di un sistema di sensori più complesso ed una logica più elaborata, che gli consente di navigare ed orientarsi in un ambiente mediante una sua mappatura. Questi dispositivi sono pertanto in grado di riconoscere e localizzare la loro posizione, relativamente a ciò che li circonda, e pianificare il percorso ottimo per raggiungere l’obiettivo (simultaneous localization and mapping – SLAM). Di conseguenza, gli AMR sono naturalmente portati a riconoscere impedimenti nel percorso (sia statici che dinamici) e a modificare in tempo reale il proprio percorso per aggirarli in sicurezza.

 

Rispetto agli AGV, gli AMR sono pertanto strumenti che offrono:

  • Maggiore flessibilità in ambienti di lavoro attivi o poco strutturati, grazie alla loro abilità di ripianificare il proprio percorso o di rimappare l’ambiente operativo
  • Risparmio economico, non necessitando dell’installazione e della manutenzione degli apparati di guida
  • Pulizia dell’ambiente di lavoro, non necessitando di apparati di guida
  • Capacità di seguire operatori umani e collaborare in compiti di raccolta, ordinamento e trasporto

L’utilizzo di sistemi AMR in ambienti di produzione e stoccaggio industriali offre benefici e opportunità per:

  • L’automatizzazione di compiti di routine
  • Aumento della produttività e riduzione dei costi
  • Aumento della sicurezza per i lavoratori nel trasporto di carichi
  • Riduzione dei danni accidentali a strutture e prodotti durante il trasporto di carichi
  • Operazione in ambienti sfavorevoli ad operatori umani (temperature, agenti esterni, composizione dell’aria)
  • Sistematizzazione e controllo di stoccaggio.

I robot mobili sono dispositivi meccatronici dotati di sensori, di un sistema di elaborazione e di una serie di attuatori che gli consentono di muoversi nell’ambiente. I robot mobili autonomi (AMR – autonomous mobile robot) sono in grado di muoversi in autonomia in un ambiente condiviso con l’essere umano garantendo sicurezza, flessibilità e risparmio economico. Essi vengono utilizzati in ambito industriale per la movimentazione di carichi anche in ambienti sfavorevoli agli operatori umani.

 

AMR(AUTONOMOUS MOBILE ROBOTS)

Un robot AMR (Autonomous Mobile Robot) è un robot che, grazie a sensori e computer di bordo che lo aiutano a comprendere il suo ambiente operativo, può navigare in modo dinamico utilizzando una mappa che gli permette di pianificare i propri percorsi e viaggiare in modo rapido ed efficiente.
Ambiti di impiego:
– Per la movimentazione nel settore manifatturiero,logistico, etc.
– Automazione della logistica interna e nell’assistenza sanitaria
– Per il trasporto interno di carichi pesanti e pallet all’interno dell’industria e della logistica
– Per la sanificazione degli ambienti abbinati ad apparati che utilizzano raggi ultravioletti UVC e Ozono
-Navigazione autonoma, priva di guide
-Movimento sicuro tra persone ed
-Facilità di cambio area di lavoro
-Navigazione dinamica durante la pianificazione del percorso e della sequenza di attività

Vogliamo essere il tuo affidabile partner per ogni sistema di movimentazione automatica proponendo una gamma di veicoli AMR per ogni esigenza produttiva.

 

COBOT E AMR, IMPIEGHI NELLA PRODUZIONE E NELLA SUPPLY CHAIN

Uno studio del 2018 riporta un mercato globale per i cobot del valore di 0,65 miliardi di dollari US, ed una impressionante proiezione di tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 44,8% dal 2019 al 2026. (https://www.prnewswire.com/news-releases/industrial-cobot-market-to-reach-12-48-billion-globally-by-2026-at-44-8-cagr-amr-301051880.html).

Da un punto di vista di settore applicativo, circa un terzo del mercato dei cobot è dedicato alla movimentazione di materiali, con un rapido incremento nell’utilizzo per value-added processing.

 

Stando ad uno studio del 2019 (https://www.grandviewresearch.com/industry-analysis/autonomous-mobile-robots-market), il mercato degli AMR vale 1,9 miliardi di dollari US, con un CAGR stimato del 19,6% dal 2020 al 2027.

I settori che traggono principale vantaggio dall’utilizzo di AMR sono:

  • allestimento di ordini merce e fornitura ad operatori
  • carrelli elevatori automatizzati
  • Gestione automatica di stoccaggio e inventario

 

L’utilizzo di cobot e AMR in processi di produzione e gestione di magazzino offrono la possibilità di:

  • automatizzare i processi produttivi, rendendoli sistematici, ripetibili ed affidabili
  • aumentare l’efficienza dei ritmi di lavoro, ottimizzando ed intensificando le operazioni
  • ridurre il costo del lavoro ed aumentare la sicurezza dei lavoratori
  • prevenire errori nella produzione e danni ai beni trasportati

 

Progettazione, realizzazione e fornitura di beni e servizi in un’ottica sempre più just-in-time sono destinati a diventare fattori determinanti per garantire la migliore esperienza d’acquisto e personalizzazione da parte del consumatore, così come per abbattere i costi di gestione di magazzino. In quest’ottica, l’impatto che tecnologie di tipo AMR e cobot possono avere nel processo è potenzialmente enorme.

Nel caso d’uso di una supply-chain, miglioramenti sostanziali potrebbero essere apportati in aspetti come:

  • Realizzazione dell’ordine. L’uso di cobot può ridurre i costi di produzione, gli scarti di materiale e fattori di errore nel processo di assemblaggio, oltre che aiutare nella fornitura e posizionamento di materie prime e semilavorati.
  • Movimentazione dell’ordine e immagazzinamento. L’uso combinato di cobot e AMR possono aiutare nella sistematizzazione di politiche di stoccaggio e nella gestione di scorte di magazzino.
  • Distribuzione. L’uso combinato di cobot e AMR possono aiutare a gestire i processi di ordine, smistamento e distribuzione dei prodotti finiti, così come l’accettazione in ritorno ed il processo di assistenza in attività post-vendita.

Tra i numerosi bonus messi a disposizione dal Governo per sostenere la ripresa delle imprese sono stati confermati gli incentivi per l’acquisto di robot nell’ambito del Piano Nazionale Transizione 4.0 rafforzando Il credito di imposta introdotto con la legge di Bilancio 2020 per le aziende che investono in automazione e tencologie. Tra le principali novità:

  • Il credito di imposta può essere usato nello stesso anno dell’investimento e non più solo a partire dal successive.
  • Una riduzione del tempo di recupero di circa il 40% tramite una rimodulazione delle quote annuali del credito d’imposta
  • L’introduzione di finanziamenti per le attività legate alla Ricerca e  Sviluppo (R&S) ed all’Innovazione tecnologica

L’anno appena trascorso ed il prossimo appaiono quindi molto interessanti per le aziende desiderose di investire su tecnologie innovative come ad esempio nell’acquisto di robot collaborativi, nell’introduzione di celle di automazione “industria 4.0” e in attività di ricerca e sviluppo rendendo il ROI ancor più rapide e, in alcuni casi già entro I 12 mesi. In aggiunta, una delle missioni del PNRR (piano nazionale resistenza e resilienza si focalizza sui temi dell’innovazione e della competitività nel sistema produttivo, destinando a tale ambito complessivamente 15,70 miliardi di euro.

Il mobot

I robot autonomi mobili o AMR (autonomous mobile robot) sono una classe di robot pensati per la movimentazione di oggetti ed in grado di operare in ambienti dinamici grazie alla propria dotazione di sensori che rilevano la propria posizione nell’ambiente circostante e quella degli operatori umani circostanti.

I robot collaborativi (cobot) sono robot antropomorfi in grado di lavorare a stretto contatto con l’operatore umano per numerose applicazioni quali pick&place, asservimento macchine, manipolazione, assemblaggio, saldature, controllo qualità.

Partendo da questi presupposti, Il team R&D di Alascom ha accettato la sfida di sviluppare una nuova soluzione collaborativa robotica e mobile sfruttando le sue capacità ingegneristiche e industriali, combinando le peculiarità dei cobot di nuova generazione con le caratteristiche degli AMR (Autonomous Mobile Robot) creando così il mobot AL10 (mobot = mobile cobot). Tale mobot presenta un carico utile di 200 Kg, la possibilità di spostarsi autonomamente ad una velocità massima di 3 metri al secondo, un’autonomia di circa 10 ore con ricarica induttiva, è dotato di intelligenza artificiale per il riconoscimento e la manipolazione di oggetti ed è in grado di interfacciarsi con altri sistemi aziendali quali MES, WMS ed ERP.

Il mobot AL-10 però non è che uno dei mobot possibili: appare evidente come non sia possibile pensare di realizzare un singolo modello di mobot, al contrario, la realizzazione del mobot parte da un’attenta analisi dei requisiti del cliente finale poiché sulla base delle specifiche dell’applicazione sarà necessario individuare le componenti che costituiranno il mobot. Il mobot non è quindi un’entità a sé stante da utilizzare indistintamente ma piuttosto un’architettura hardware e software da customizzare sulla base di esigenze specifiche tenendo in considerazioni numerosi aspetti propri dell’applicazione: payload, tempo ciclo, precisione, autonomia.

I vantaggi dell’introduzione di un mobot all’interno di uno stabilimento sono molteplici:

Compliance ISO: il mobot, essendo costituito esclusivamente da elementi di tipo collaborativo, consente la presenza di personale in ogni fase operativa, sia quando è in movimento che quando si trova presso una stazione di lavoro

Flessibilità: un singolo mobot può eseguire un numero teoricamente illimitato di applicazioni di conseguenza il suo utilizzo è particolarmente consigliato nel caso di cicli produttivi altamente variabili e diversificati.

Scalabilità: I mobot possono essere organizzati in flotte autonome tramite un sistema di coordinamento intelligente che assegni le “missioni” al mobot sulla base delle esigenze produttive;

Versatilità: Grazie alla sua mobilità ed alla possibilità di modificare il proprio end effector, il sistema può completare task in posizioni e momenti diversi. Il mobot ad esempio può effettuare la depallettizzazione del materiale in ingresso; successivamente può occuparsi dell’asservimento macchine e al controllo qualità del prodotto prima di procedere alla sua pallettizzazione o alla messa a magazzino;

Connettività: il mobot Attraverso le capacità WiFi/5G, comunica costantemente costantemente e bidirezionalmente con il sistema informativo di produzione e logistica del cliente (MES, WMS), il sistema informativo aziendale (ERP) o, direttamente, con altri dispositivi (per esempio montacarichi, ascensori, trasportatori, apriporta, ecc.)

 

  • Tipologia di navetta: AMR
  • Velocità massima di spostamento: 2m/S
  • Alimentazione: doppia, a batteria
  • Autonomia della navetta:10h
  • Tempo di ricarica navetta: 80% in 1h
  • Autonomia del robot: 8h*
  • Tempo di ricarica robot: 1:30 h
  • Tecnologia ricarica batterie: a contatto per navetta, wireless per robot
  • Sicurezza perimetrale: 360° con 2 scanner Sick
  • Sicurezza in movimento: rilevamento ostacoli fino a 1.8mt h
  • Ambiente di utilizzo: solo all’interno (indoor), pavimento liscio, pendenza 4%
  • Lunghezza sbraccio: 1,4 mt
  • Accessori al polso: pinze, ventose, magneti, trapano, avvitatori, levitarici orbitanti, camera 2D/3D, lettori di barcode 2D/3D, etc
  • Ambiente di lavoro: collaborativo, in presenza di operatori*
  • Connettività WiFi: 11 a/b/g/n 2.4/5GHz per navigazione e dati